00009 – The Wire (1° stagione)

 

81ucKbnIugS._SL1500_

Genere: Serie TV

Specie: Drama, poliziesco

Autore: David Simon

Anno: 2002 (1 stagione)

Premessa: Non mi azzarderò a dare un giudizio sintetico sull’intera serie tv. Sarebbe uno spreco di tempo scriverla e pure leggerla. The Wire è un’opera di una tale complessità che probabilmente merita qualche tomo monografico solo per entrarci dentro. Però qualche riga sulle sue singole (e straordinarie) stagioni televisive forse si può scrivere.

Giudizio sintetico: The Wire sembra partire come un poliziesco come tanti in cui si indaga nel mondo della droga; sembra inizialmente ricalcarne gli stilemi, ma ben presto ci si accorge che la carne al fuoco è molta di più. Puntata dopo puntata, la dicotomia bene contro male lascia il passo ad un quadro di pessimismo indistinto su come una città, Baltimora, si nutra di se stessa, e lasci i suoi abitanti, qualsiasi ruolo rivestano nella società, a fare altrettanto. Si percepisce, e nelle stagioni che seguiranno ne avremo conferme molto più nette, come il quadro della società americana dipinto non lasci spazio a speranze, eroi solitari, trionfi di giustizia. Qui cascuno è un ingranaggio di un meccanismo impazzito che crea dolore, disuguaglianza, ingiustizia, corruzione. Il sistema non ha alcun interesse a creare le basi per un società che possa vivere su basi diverse. I ghetti, la droga, il destino del sottoproletariato afroamericano, la corruzione e l’abuso di potere della polizia di base e il mantenimento del potere della classe politico-economico-amministrativa dominante sono parte di un unico quadro di decadimento civile. Qualcuno (Francesco Pacifico, se non erro) ha saggiamente parlato di The Wire come di un Gomorra americano. Non è forzato accostare le due opere. E’ innegabile il senso di scoramento che il racconto trasmette e non sorprende come questo racconto, pur riempito di lodi dalla critica, non sia stato pienamente apprezzato dal pubblico americano, così lontano dalla visione ottimistica di quel “country of opportunity” che offre a tutti un’occasione di riscatto.
Considerazioni a margine: risponde pienamente all’idea che non possono esserci eroi, tantomeno solitari, che possano cambiare un sistema così grande, il fatto che il racconto sia di fatto corale e non incentrato su un protagonista. Anzi, la prima stagione è forse quella più incentrata su un nucleo ristretto di protagonisti, e le successive non faranno che ampliare questo quadro e restituire con sempre maggiore forza l’idea che il vero protagonista è Baltimora, e tutto il resto che vi ruota attorno siano altro che vittime, comparse, pedine. Non di meno, già si stagliano in modo formidabile alcune di queste comparse, su tutti Omar Little, l’outcast dichiaratamente omosessuale che rapina senza distinzioni le crews della droga, e che conserva un suo codice morale tra i pochi a non essere esposti e contaminati dalle radiazioni di una città morente.
Giudizio centesimale: 90/100
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...